Tessuti e ornamenti vari nel Rinascimento

TESSUTI E ORNAMENTI VARI NEL RINASCIMENTO

Vale la pena a questo punto di soffermarci sui tessuti e ornamenti vari del Rinascimento. Meravigliosi e costosissimi broccati con fili d’oro vengono fabbricati a Milano e gli artigiani milanesi sono chiamati anche in Francia per insegnare la loro arte. Le stoffe magnifiche si ornano di foglie, di fioroni, di palmette, di volute e i cuscini cominciano ad invadere le case dando ad ogni ambiente un nuovo tono di opulenza e di morbidezza. Il lusso esteriore non esclude una nuova raffinatezza tanto nella biancheria personale che nella biancheria della casa. Tutt’oggi  possiamo ammirare le lenzuola sforzesche con ornamenti d’oro e di seta e le note tovaglie perugine di lino bianco tessuto a spina di pesce con bordi di cotone azzurro e motivi ornamentali d’ispirazione classica o araldica.Vicino a quella del tessuto nasce un’arte tutta al femminile: l’arte del ricamo. Meravigliosi merletti vengono creati a Venezia, a Burano, a Milano, a Genova ed in altre città dell’Italia. A Roma i pontefici danno nuovo impulso al ricamo e Caterina dé Medici chiama a Parigi un italiano perché le disegni collaretti e gale.

In questo splendito periodo, dunque, la tessitura raggiunge autentiche magnificenze e i ricchissimi drappi sono complemento necessario nell’arte dell’arredamento e dell’abbigliamento. Le stoffe si ispirano alle antiche damascature e ai fregi dei pavimenti in mosaico ed hanno lolori caldi ed accesi.

Parlando del Rinascimento non bisogna dimenticare il ferro,  il quale si associa al bronzo lavorato, come elemento ornamentale, per rifinire ed ornare mobili, statuette, candelabri, e usato anche nell’abbigliamento per bottoni, fibbie e cinture. L’oreficeria toccò in questo periodo la perfezione, e fu portata al suo più alto livello dal Cellini. E’ comprensibile come la lavorazione dell’oro e delle pietre preziose fosse così importante in quest’epoca sfarzosissima. Ricordiamo pietre preziose incise e finissimi cammei che riproducevano ritratti o scene fantastiche.

Anche la ceramica divenne in tutta Italia la signora delle mense del Rinascimento. Spetta il merito alla “scuola faentina” di aver applicato la tecnica della ceramica a stoviglie, vasi ed oggetti di uso comune piacevolissimi. Importanti scuole di ceramica sorsero a Venezia, Ferrara, Urbino, Pesaro, Deruta. Curiosità delle maioliche di Deruta sono le coppe  amatorie, che venivano riempite di confetti che gli innammorati offrivano alle loro donne, con incise scritte d’amore. L’arte della ceramica di questo periodo ci ha lasciato bellissimi pavimenti a piastrelle.

L’arte del vetro lavorato prosperò nella laguna veneziana e seppe creare oggetti deliziosi dalle forme squisite, con colori e lucentezze che non hanno niente da invidiare alle pietre preziose. Dalle brocche, fruttiere, oliere agli eleganti specchi di Murano, per finire ai bei lampadari a goccia e a perle che adornavano le più sfarzose sale. Anche il perfezionarsi della lavorazione delle lastre di vetro alle finestre contribuì a dare agli ambienti un tono più chiaro, allegro e luminoso.

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