L’arredamento nel Rinascimento

L’ARREDAMENTO NEL RINASCIMENTO

 

                                                                   Il quattrocento

 

Epoca regale e fastosa della rinascenza. In questa epoca, l’arte italiana, diretta erede e discendente dell’arte classica, domina sovrana ed ispira la produzione artistica di ogni altra nazione in tutti i campi, compresi quello dell’arredamento e del mobilio. Va detto che buona parte del gusto, dello sfarzo e dell’eleganza che ammiriamo negli arredi di questo periodo sono dovuti all’attiva ed intelligente partecipazione della donna alla vita del tempo.

La storia di ogni tempo ci insegna come molte siano state le donne che si distinsero, lasciando tracce della loro forte personalità. Mai però come in questo periodo la donna ha potuto partecipare in maniera completa  ad ogni manifestazione di vita, in special modo nel campo dell’arte e della cultura. Siamo nel Quattrocento, e possiamo avere un’idea dello sfarzo degli arredi del tempo pensando ai ricchissimi soffitti di legno a cassettoni, e alla pittura decorativa degli ambienti, che è una particolare caratteristica di questa epoca. Col diffondersi della ricchezza ed il più alto tenore di vita,  non soltanto dei nobili ma anche di professinisti e della piccola borghesia, si arricchiscono le loro dimore con mobili  che armonizzano perfettamente con le case per le quali sono stati costruiti. Il classico cassone, che ora si chiama cofano dotale, si arricchisce di decori dipinti, stucchi e fregi in ferro battuto o in argento. Gli armadi si mantengono sobri e pian piano s0stituiscono il cassone, ed in seguito da una variante nascono le credenze per le sale da pranzo o cucine. In questo splendido periodo i tessuti sono magnifici e i ricchissimi drappi diventano assolutamente necessari nell’arredamento. I migliori pittori del tempo come Gentile da Fabriano, Piero della Francesca, Luca Signorelli creano disegni per questi tessuti. Velluti, broccati, taffetas e satin, hanno disegni meravigliosi.

                                                                       Il cinquecento

Nell’istante  più maturo della Rinascenza, l’arredamento acquista una sontuosità ispirata alle nuove regole di vita che vigevano al tempo, ispirate più che alla praticità all’ ordine artistico.  Da questo momento si scelgono i mobili che meglio si adattano ad ogni ambiente, in netta contrapposizione con quelli del Medioevo che dovevano di volta in volta svolgere le funzioni più svariate in base alle necessità.  Il legno è lavorato con una maestria e un’arte degne di quell’epoca regale,  gli artigiani creano opere insuperabili con l’intarsio in avorio o con la lavorazione a fuoco. Ogni mobile si adorna di colonnine terminanti con capitelli di gusto classico, con motivi ornamentali, ghirlande e festoni. Questi ornamenti li troviamo anche nelle gambe dei tavoli. Gli armadi, completamente decorati o intarsiati, assumono una forma più slanciata, allungandosi verso l’alto e terminando con il cornicione scolpito a dentelli. Il letto è sorretto da quattro colonne scolpite e si adorna di ricchi drappi. Anche le sedie subiscono degli importanti cambiamenti. La dantesca, tipica seggiola con seduta e spalliera dirittti imbottiti di cuoio, prende il sopravvento, mentre la savonarola accenna a scomparire. I sedili assumono un aspetto imponente, vengono lavorati abbondantemente.  Tutte le sedie eleganti sono rifinite in cuoio bulinato e ornate con grosse borchie, oppure imbottite con stoffe preziose.

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